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Sabato 10 maggio 2014 ore 8.30 - L'Aquila
Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane – Viale Nizza (nei pressi del vecchio ospedale)

Adattamenti cardiovascolari nell'attività fisica esguita con gli arti superiori

Newsletter del 27 aprile 2014

Un esercizio eseguito con gli arti superiori è in grado di provocare differenti risposte metaboliche e cardiovascolari rispetto a un esercizio eseguito con gli arti inferiori, che richiede prevalentemente l’attivazione della muscolatura delle gambe (maggiore massa).

Massimo consumo di ossigeno

Il massimo consumo di ossigeno ottenuto praticando un esercizio con le braccia è inferiore del 20-30% rispetto a un esercizio che coinvolge la muscolatura delle gambe.

Similmente sono anche inferiori i massimi valori raggiunti di ventilazione polmonare e frequenza cardiaca. Le differenze sono attribuibili in larga parte al fatto che la massa muscolare delle braccia è largamente inferiore alla massa dei muscoli delle gambe

Cosa succede al nel corso di lavoro sottomassimale?

Durante esercizi sottomassimali si rovescia l’assunto secondo il quale, durante esercizi massimali, esercizi compiuti con gli arti inferiori determinano un maggior consumo di ossigeno rispetto ad esercizi compiuti con gli arti superiori.

Il consumo di ossigeno a parità di carico lavorativo, è maggiore nel caso del lavoro svolto con le braccia; tale disparità è di minore entità a bassi carichi mentre aumenta progressivamente ai carichi più elevati .

Questo consumo di ossigeno addizionale ad alti carichi durante esercizio compiuto con gli arti superiori deriva essenzialmente da una minore efficienza meccanica nel lavoro svolto con le braccia – questo è dovuto a una componente statica di contrazione muscolare che dissipa energia senza compiere lavoro – e da un reclutamento addizionale di gruppi muscolari che fissano la gabbia toracica.

In definitiva, per ogni valore di consumo di ossigeno, sia in termini assoluti che come percentuale del massimo consumo di ossigeno il grado di impegno fisico è maggiore nel caso di lavoro eseguito con le braccia rispetto al lavoro eseguito con le gambe.

In dettaglio risulta superiore:

In definitiva il lavoro compiuto con le braccia è sempre più impegnativo sul piano fisico, rispetto al lavoro compiuto con le gambe.

Il punto da ricordare è che per ogni carico di lavoro sottomassimale, il lavoro eseguito con le braccia èpiù oneroso in termini di consumo di ossigeno e di impegno cardiovascolare. Per questo motivo non si possono estendere al lavoro eseguito con le braccia i criteri che vengono adottati nello stabilire carichi di allenamento su cicloergometro o ergometro.

Inoltre (fondamentale) risulta bassa la correlazione tra massimo consumo di ossigeno misurato nel lavoro eseguito con le braccia e con le gambe, pertanto diventa anche difficile predire la capacità lavorativa in ciascuna delle due modalità di lavoro disponendo di una valutazione funzionale effettuata con l’altro tipo di lavoro.

Questa mancanza di correlazione tra l’esercizio compiuto con gli arti superiori rispetto a quello eseguito con gli arti inferiori non rappresenta altro che un aspetto della specificità del lavoro aerobico

Daniele Marrama

Fonte: MC ARDLE

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