La performance sportiva di alto livello
Valutazioni e ottimizzazione

Sabato 10 maggio 2014 ore 8.30 - L'Aquila
Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane – Viale Nizza (nei pressi del vecchio ospedale)

Non sempre valori alti di Forza massima favoriscono lo sviluppo elevato di forza esplosiva

Newsletter del 4 maggio 2014

Ormai è assodato che la forza è una componente fondamentale per migliorare la performance!

In particolare il miglioramento della fmax sembra essere un punto fondamentale per migliorare la velocità. Quando però si parla di velocità si fa riferimento spesso alla forza esplosiva. Dal punto di vista fisiologico l'espressione di forza esplosiva (SJ e CMJ) dei muscoli estensori delle gambe coincidono con la massima potenza muscolare sviluppata dai muscoli delle gambe.

La massima potenza muscolare(Pmax) si ottiene gneralmente quando la forza si aggira sul 35-40% della massima forza isometrica e la velocità di accorciamento è di circa 35-45% della velocità massima (ricordate la curva di Hill?- è sotto)

Torniamo alla forza esplosiva.

Il miglioramento della forza esplosiva può essere migliorata attraverso allenamenti specifici di forza esplosiva.

Bosco nella sua opera ci parla di un esperimento sulla nazionale finlandese di pallavolo che dopo 8 mesi di allenamenti specifici sulla forza esplosiva furono appunto migliorate le qualità esplosive però si notò un a diminuzione della forza isometrica massima.

Questo dimostra che non sempre valori alti di Fmax favoriscono lo sviluppo elevato di forza esplosiva.

Se dopo un periodo di allenamento della forza massima (8-10 settimane) in cui si suppone un adattamento neurogeno ed un incremento del rapporto delle sezioni trasverse delel FT/ST (fibre veloci/fibre lente – KOMI et al 1982), si continua il lavoro con carichi massimali si ha la possibilità di provocare un allargamento della sezione trasversa delle Fibre lente.

Un incremento delle ST (fibre lente) ed un loro continuo reclutamento (condizioni che si creano con ripetizioni elevate e carichi elevati) possono determinare effetti negativi fisiologici per lo sviluppo della Forza Esplosiva.

Non è possibile giungere ancora a delle conclusioni esaurienti e definitive, tuttavia si possono azzardare delle ipotesi e, perciò, l’esempio che segue può essere di aiuto per capire e chiarire il problema.

 Consideriamo 2 soggetti che cercano di spingere in avanti una macchina con ruote.

Assumiamo che entrambi i soggetti siano vincolati alla macchina e che uno sia molto lento(SLOW), l’atro molto veloce (FAST). I due soggetti possiedono differenti velocità massimali di corsa, il veloce corre a 10 m/s e il lento a 5 m/S.

Quando iniziano a spingere entrambi contribuiscono a produrre forza che determina lo spostamento della macchina in avanti.

Se la velocità di spinta viene portata a 5 m/s il soggetto Lento è in grado di sviluppare meno forza avendo raggiunto il suo picco massimo. Ora aumentiamo ancora la velocità portandola a 8 m/s.

In questa condizione solo il soggetto veloce riesce a produrre forza mentre il soggetto lento (vincolato all’auto) sta frenando il movimento in avanti e causa un decelerazione della macchina.

Supponiamo ora che entrambi i soggetti aumentino il loro peso muscolare, così come avviene quando carichi pesanti vengono utilizzati in programmi di allenamento e producono un ampliamento dell’area delle fibre muscolari.

Nel momento in cui iniziamo a spingere i due soggetti dovrebbero aumentare la forza propulsiva;

ma tuttavia nella condizione di 8 m/s anche se da un lato il soggetto veloce avesse maggiori possibilità di sviluppare forza ed elevata velocità, il soggetto lento incrementerebbe il suo effetto negativo perché l’ingrossamento della sua massa corporea aumenterebbe, per questo motivo, i sovraccarichi che poi il soggetto veloce dovrebbe spingere in avanti.

La tesi di Bosco è sostenuto anche dal russo Verkhonshansky(1981) che ha dichiarato che, nelle specialità di forza veloce, un carico elevato di forza influenza negativamente il valore reale delle capacità del soggetto a produrre forza esplosiva, rapidità di movimento ed il meccanismo della loro regolazione.

Una relazione così negativa non viene presa in molta considerazione per la preparazione multilaterale di atleti di medio livello, ma diventa importante negli atleti di alto livello.

Se non si provvede ad eliminarla, essa può condurre, negli anni, a nessun miglioramento.

Che significa?

Significa che se vengono attuati programmi di allenamento con carichi elevati per lungo periodosi provoca un processo di adattamento delle fibresia veloci che lente e perciò ogni volta che si produce un movimento veloce o lento vengono reclutate entrambi i tipi di fibre.

Questo è probabile perché durante il lavoro con carichi pesanti il lavoro viene prodotto con entrambi i tipi di fibre.

Sembra quindi che in un movimento veloce il coinvolgimento delle fibre lente abbia un effetto deleterio sulla prestazione.

Una spiegazione fisiologica dell’effetto deleterio delle fibre lente durante un movimento balistico veloce risiede nel fatto che il lungo tempo di lavoro dei ponti actomiosinici delle ST provoca un accorciamento più lento (Barany et al. 1967).

Queste osservazioni mettono in risalto il carattere delle “specificità” dei programmi di allenamento e suggerisce che gli effetti di allenamento dovrebbero non solo migliorare le proprietà fisiologiche degli atleti, ma anche evitare di provocare un effetto concomitante negativo sulle altre funzioni biologiche.

Spero di averti dato anche con questa newsletter un altro sputo utile al tuo lavoro o al tuo allenamento.

Daniele Marrama

 

Fonte: La valutazione della forza con il test di Bosco